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Annalisa Imparato: il volto della giustizia e dell’empowerment femminile

Nell’Italia che ancora fatica a riconoscere alle donne il giusto spazio nei ruoli di potere, il magistrato stabiese Annalisa Imparato si impone come simbolo di competenza, coraggio e determinazione. Il suo nome brilla nella lista delle 50 donne più influenti del Paese nel 2024, un riconoscimento conferitole da Fortune Italia durante il G7 sulle Pari Opportunità di Matera. Dal 2017 sostituto procuratore alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, si è distinta per la sua lotta alla violenza di genere e al supporto delle fasce deboli. Esperta di sicurezza e geopolitica, è docente presso l’Università Vanvitelli del corso sulla “Vittimizzazione secondaria della persona offesa nei reati di violenza di genere”. Annalisa Imparato incarna l’immagine di una donna che non solo infrange i soffitti di cristallo, ma costruisce nuove fondamenta per chi verrà dopo di lei.
Il suo percorso professionale è un brillante esempio di come le donne possano affermarsi anche in settori tradizionalmente maschili. Qual è stata la sfida più grande che ha dovuto affrontare come magistrato donna e come l’ha superata?
La sfida più ardua è stata superare il pregiudizio, non solo degli uomini, ma anche di alcune donne. Spesso noi donne sentiamo il bisogno di dimostrare costantemente il nostro valore, specialmente alle altre donne. Questo è un errore: la vera parità si raggiunge quando non si sente più il bisogno di dimostrare nulla. La vera competizione, quella che porta a una crescita autentica e duratura, è quella con noi stessi…ci si concentra sul miglioramento delle proprie capacità, sul superamento dei propri limiti e sul raggiungimento dei propri obiettivi personali.
L’8 marzo è spesso visto come una celebrazione simbolica, ma la realtà mostra che la parità di genere è ancora lontana. Quali misure concrete ritiene fondamentali per rendere il mondo del lavoro realmente equo per le donne?
Parità di genere non significa uniformità ma equità: garantire a tutti le stesse opportunità, tenendo conto delle diverse esigenze e caratteristiche. Insomma “Diversity as Uniqueness”. Riconoscere che uomini e donne possono eccellere in modi diversi, con le donne che spesso dimostrano una maggiore capacità gestionale ed empatia. È chiaro che la donna porta con sé “pesi e responsabilità” differenti: maternità e famiglia sono valori fondamentali. Da qui l’esigenza di investire in asili nido aziendali o interaziendali, per supportare le donne nel periodo cruciale tra i 30 e i 40 anni. Dobbiamo anche ridurre gli spazi per il “lavoro avido”, promuovendo un maggiore equilibrio tra vita professionale e privata.
Quale messaggio si sente di dare alle ragazze, alle donne del futuro che sognano di raggiungere ruoli di responsabilità e di leadership?
Alle ragazze e alle donne che aspirano a ruoli di responsabilità, chiedo: “Quanta parte della vostra vita privata siete disposte a sacrificare?”. Ogni ambizione merita un progetto: il successo richiede concretezza e lungimiranza! Nella visione di noi stesse non dobbiamo dimenticare che equilibrio e pragmaticità sono valori necessari quando si assume il ruolo di leader, smettendo di dimostrare agli altri quanto siamo buone, brave e belle! A tutte le donne dico di restare con i piedi ben saldi a terra senza smettere mai di guardare le stelle. Prima o poi l’opportunità troverà voi e dovrete essere pronte per coglierla, senza dubitare mai di essere preziose e potenti.

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Venerdì, 04 Aprile 2025 -
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