Intervista con la dirigente scolastica, Annapaola di Martino
Appuntamento presso la sede centrale dell’I.C. Luigi Denza con la dirigente scolastica, professoressa Annapaola di Martino, per un approfondimento sulle attività e sui progetti di questa scuola, nata dall’unione del IV Circolo didattico Annunziatella e dell’I.C. Luigi Denza di Castellammare di Stabia. L’istituto si compone di quattro sedi: la centrale in Traversa Fondo D’orto con scuola primaria e secondaria di primo grado, la sede Annunziatella con scuola dell’infanzia e primaria, il plesso di scuola dell’infanzia in via Ponte Persica e il plesso di scuola primaria in via San Benedetto.
Parliamo un po’ degli aspetti per cui si distingue questa scuola…
L’unione di due realtà già solide ci ha permesso di avere un’offerta formativa ricca e ben strutturata. Il nostro motto è “Alunni oggi, cittadini domani”, perché vogliamo formare giovani capaci di sviluppare spirito critico e contribuire attivamente alla società. Da anni portiamo avanti Le giornate del territorio, durante le quali gli alunni visitano siti culturali come gli Scavi di Stabia e il Museo Libero D’Orsi. Da quest’anno avvieremo anche Le giornate del mare, per approfondire l’importanza del mare per Castellammare. Gli studenti della secondaria visiteranno la Capitaneria di Porto, il Circolo nautico, la Maricorderia e la Lega Navale, con un’uscita in barca fino allo scoglio di Rovigliano per prelevare campioni d’acqua da analizzare in classe. È un progetto multidisciplinare che coinvolge più materie.
Avete anche altre collaborazioni sul territorio, oltre a quelle che mi ha già citato?
Il nostro istituto è fortemente radicato nel territorio e collaboriamo con molte realtà locali. Organizziamo visite alle chiese storiche e alla Basilica di Pozzano, il Progetto In…canto con il Teatro San Carlo di Napoli, escursioni ai boschi di Quisisana con Il bosco che vorrei e attività sportive con l’ASD Vesuvio-Oplonti. I pomeriggi sportivi offrono agli studenti la possibilità di praticare calcio, pallavolo e danza in un ambiente sicuro e inclusivo. Queste esperienze arricchiscono la formazione degli alunni e favoriscono la socializzazione.
Sappiamo che la collaborazione con le famiglie è fondamentale per tutte queste attività. In che modo le famiglie sono presenti?
Le famiglie sono coinvolte in molti progetti. Durante l’ultima visita agli Scavi di Stabia, i bambini hanno fatto da guide turistiche ai genitori in inglese, un’esperienza apprezzatissima. Alla scuola primaria, ogni interclasse sceglie una tematica su cui lavorare durante l’anno, culminando in un evento finale che coinvolge le famiglie. Alla scuola dell’infanzia, il Progetto Orto didattico permette ai bambini di coltivare ortaggi che raccolgono e consumano insieme nella Festa del raccolto. Inoltre, promuoviamo iniziative sulla legalità, come l’incontro con testimoni vicini a Don Peppe Diana, per sensibilizzare i ragazzi su tematiche sociali importanti.
Rispetto a tutte queste attività e al bisogno di inclusione dei bambini speciali, riuscite a coinvolgere tutti anche nelle uscite?
L’inclusione è un nostro obiettivo primario. Grazie ai docenti di sostegno e curriculari, ogni attività viene progettata per coinvolgere tutti gli studenti. Un esempio significativo è stato il Progetto Scuola in…canto, dove siamo riusciti a portare un bambino con difficoltà sul palco del Teatro San Carlo, adottando strategie mirate per garantirne la partecipazione. Anche per le visite guidate cerchiamo sempre di adattare i percorsi per includere tutti, con l’aiuto delle famiglie e del personale docente. Nei progetti PON, i tutor forniscono supporto aggiuntivo per garantire un’esperienza positiva a ogni studente.
Suppongo si tratti di sfide che si devono affrontare anche nei confronti delle criticità che rallentano l’andamento delle attività.
Le difficoltà maggiori riguardano la situazione strutturale degli edifici scolastici. In sede centrale abbiamo subito due furti di materiale informatico, con danni alle porte di sicurezza e all’impianto antifurto, ancora in attesa di riparazione da parte del Comune. Stiamo utilizzando parte dei fondi europei per migliorare le strutture, ma servirebbe un maggiore impegno degli enti locali. Purtroppo, la mancanza di attenzione per le scuole è un problema diffuso in molte realtà.
Ampliando il raggio del discorso, appare sotto gli occhi di tutti che c’è una crisi culturale nel nostro paese. C’è un predominio di sottocultura, parola brutta, ma che rende l’idea circa l’abbassamento della richiesta e dell’incentivo all’arricchimento culturale. Secondo lei, in che modo si può affrontare il problema?
Oggi i giovani hanno accesso a un’enorme quantità di informazioni attraverso il web e i social, ma spesso senza strumenti per valutarne la qualità. La scuola deve assumere un ruolo centrale nell’educazione critica, offrendo progetti concreti che stimolino la curiosità e la passione per la cultura. Operiamo in una zona periferica dove la scuola ha un impatto determinante sulla crescita dei ragazzi. Per questo, ogni iniziativa volta ad arricchire il loro bagaglio culturale è un successo e contribuisce a contrastare l’impoverimento culturale.
Un’ultima domanda. Quali sono i progetti che avete già in programma per il futuro o che vorreste realizzare e portare a termine?
Abbiamo molti progetti in cantiere. Vogliamo potenziare il Progetto legalità per la scuola secondaria, sensibilizzando i ragazzi su temi cruciali. Alla scuola dell’infanzia continueremo con il Progetto Orto didattico, coinvolgendo tutti i plessi. Alla primaria, intendiamo rafforzare il Progetto di madrelingua inglese per le classi quarte e quinte. Inoltre, partirà a breve il Progetto Cinema in rete, in collaborazione con altre scuole stabiesi, tra cui il Liceo scientifico F.Severi, l’Istituto Ferrari, l’I.C. Bonito-Cosenza e l’I.C. F. Di Capua. Faremo parte infine del progetto “La città dei bambini”promosso dall’amministrazione comunale nella persona dell’assessore Di Nuzzo. Utilizzare i fondi europei in modo mirato è fondamentale per trasformarli in opportunità educative concrete. Il nostro obiettivo è offrire agli studenti strumenti per il loro futuro, attraverso un’educazione di qualità e progetti innovativi.